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Miramens

L'integratore che mette il turbo alla tua memoria e concentrazione!

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Miramens è l'integratore 100% naturale che ti permette di sfruttare al massimo le potenzialità della tua memoria mantenendo costante il livello della concentrazione.

Perchè da una certà età in poi la memoria "perde colpi"?
Le nostre cellule cerebrali (le famose cellule grigie) sono destinate col trascorrere degli anni a calare di numero. Nonostante la Scienza stia studiando da parecchi anni come poter arrestare questa moria di cellule nel tempo, ancora non è stata in grado di trovare il modo di far produrre al nostro organismo nuovi neuroni.
A questo fenomeno se ne aggiunge un altro, ovvero la perdita nel tempo di cellule cerebrali dovuta ai fattori più svariati (stress, forti traumi, stili di vita scorretti, ecc...) che possiamo riassumere in una parola, intossicazione.
Cellule cerebrali intossicate non solo sviluppano una probabilità maggiore di spegnersi molto presto ma sopratutto fanno sì che ti dimentichi le cose e non mantieni la concentrazione nonostante la tua assoluta volontà di dare il massimo.
Se sei un imprenditore questo si traduce in errori decisionali, ritardi nel fare valutazioni e necessità di avere sempre qualcuno accanto che ti dia la sicurezza di non fare errori. Davvero frustrante...
Se sei un dipendente sei esposto a critiche di inefficienza nonostante il tuo grande impegno.
Se sei uno studente significa dover impiegare molto più tempo per avere successo in esami e verifiche scolastiche.

Ricordare le cose ed essere concentrati non è poi importante solo per ciò che fai quotidianamente, E' anche la porta principale per crescere e migliorare sempre. 

Perchè Miramens?
Di integratori per la memoria e la concentrazione ne puoi trovare tanti sul mercato. 
Solo con Miramens però ottieni i risultati desiderati e questo grazie alla sinergia dell'Estratto CMB che lavora su tutte le aree dell'organismo per portare la tua memoria e concentrazione a rendere davvero al massimo.
Anzitutto grazie alla Curcuma in forma fitosomiale ad alta concentrazione lavora sull'eliminazione dell'intossicazione delle cellule cerebrali. La Curcuma è un potente antiossidante ma quasi sempre la si trova in forma chimica scarsamente assorbita dall'organismo e a concentrazione in curcuminoidi (i principi attivi più importanti per l'organismo) piuttosto basse.
Miramens dispone della Curcuma fitosoma più pura sul mercato ed alla massima concentrazione in curcuminoidi.
I principi attivi fondamentali per stimolare al meglio le funzioni cognitive sono i bacosidi, contenuti nella Bacopa. Anche in questo caso Miramens dispone di un'alta concentrazione degli stessi per essere funzionale ed efficace come evidenziato dagli studi scientifici condotti sinora su questa importantissima pianta.
Curcuma e Bacopa non sarebbero però sufficienti se il cervello non disponesse di una circolazione sanguigna ottimale. Ecco perchè le antocianine del Mirtillo ad elevata titolazione sono gli elementi che chiudono il cerchio e permettono a questo integratore di essere unico sul mercato.

Dose e modo d'uso: si consiglia di assumere 2 capsule al giorno come trattamento continuativo, potendo arrivare sino a 4 capsule in periodi di particolare necessità di concentrazione.

Confezione da 90 capsule da 500 mg l'una.

Ingredienti: Curcuma Fitosoma (Curcuma longa L. rizoma) titolata al 20% in curcuminoidi totali, Bacopa (Bacopa monnieri L. Pennell) sommità estratto secco titolato al 50% in bacosidi, Mirtillo (Vaccinium myrtillus L.) frutto estratto secco titolato al 25% in antocianine; agente di carica cellulosa, agenti antiagglomeranti sali di Magnesio degli acidi grassi, emulsionante lecitina di soia.


CURCUMA LONGA L.
Erba perenne, appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, originaria dell’Asia, in particolare da India e Pakistan.
La curcuma è comunemente usata in India da almeno 2.500 anni. Ci sono indicazioni di uso in Cina dal 700 d.C., che si è diffuso prima in Africa orientale e poi occidentale, nel 1200. Oggi, risulta molto coltivata nei paesi tropicali.
La Curcuma venne coltivata inizialmente per essere sfruttata come colorante. Successivamente, è stata apprezzata per un uso come condimento ed un uso cosmetico.
Nell’Asia del sud la Curcuma ha una lunga storia di uso medicinale, citata in trattati di medicina sanscrita e ampiamente usato nei sistemi Ayurvedico e Unani. Il compendio ayurvedico di Susruta, risalente al 250 a.C., indica l’uso un unguento contenente la Curcuma per alleviare gli effetti di un avvelenamento alimentare.1
L’uso tradizionale come cosmetico viene ancora fatto in India applicando una pasta di Curcuma sulla pelle, specialmente degli sposi, per rendere la pelle splendente e levigata.
Altri usi noti e valutati in Europa sono come medicinale vegetale tradizionale utilizzato per il sollievo dei disturbi digestivi, come sensazioni di pienezza, digestione lenta e flatulenza.2
Il rizoma della Curcuma è una fonte di molti nutrimenti come proteine, zuccheri, resine, oli essenziali, vitamina C, ferro, potassio, ma è il principale componente polifenolico la curcumina (1,7-bis(4-hydroxy-3-methoxyphenyl)-1,6-heptadiene-2,5-dione) a cui sono associati i numerosi effetti studiati. Altri componenti polifenolici presenti in concentrazione paragonabile alla curcumina sono la demetossicurcumina e la bis-demetossicurcumina, che sono in concentrazione circa 75:75:10, rispettivamente.
La curcumina è accreditata di avere molti effetti, alcuni dei quali molto dibattuti,3,4 tra cui alcuni correlati alle capacità su memoria e processi cognitivi, che verranno brevemente descritti, come antinfiammatorio ed antiossidante.
 
MEMORIA E PROCESSI COGNITIVI
Tra gli effetti per cui viene consigliato l’utilizzo della Curcuma, sono stati molto studiati quelli dovuti ai processi che sono alla base del declino cognitivo legato all'età e della demenza. Ci sono studi sulla curcumina riguardanti la possibile azione nelle patologie amiloidi, la protezione dallo stress ossidativo e come antinfiammatorio. Altri studi riguardano l’uso della curcumina nei meccanismi protettivi dalla neurodegenerazione, nella promozione della neurogenesi e nella plasticità neuronale, oltre che nell’influenza in vari sistemi di neurotrasmissione. Studi epidemiologici suggeriscono che la presenza di curcumina nella dieta è associata con un miglioramento delle funzioni cognitive ed una minor incidenza di demenza.5
Già in passato studi su animali hanno portato a ritenere che la curcumina possa avere effetti nelle funzioni cognitive, in particolare attraverso la prevenzione o l’inversione dei deficit di memoria e cognizione associati all’età.5 Un recente studio indica come l’abilità della curcumina di influire nei processi relativi alla memoria e cognitivi, soprattutto negli animali adulti, sia dovuto alle spiccate capacità di influire nello stress ossidativo (diminuzione della perossidazione dei lipidi per azione sulla lipossigenasi) e nei meccanismi infiammatori (inibizione della produzione della citochina proinfiammatoria TNFα) a livello celebrale, in particolare nella corteccia e nell’ippocampo, migliorando di conseguenza la memoria e le capacità di apprendimento.6
Recentemente, sono stati valutati i vari meccanismi che possono essere coinvolti nelle capacita della curcumina di avere un effetto benefico nei meccanismi di invecchiamento celebrale individuando un sinergismo tra le capacità antinfiammatoria, antiossidante ed antiapoptotica.7
Uno studio Double-Blinded/Placebo molto recente sull’uomo ha analizzato la potenzialità di azione della curcuma sulla memoria e sulle funzioni cognitive come abilità verbali e di attenzione. Questo studio di 18 mesi su adulti di mezza età e anziani sani (51-84 anni) è stato con uso quotidiano di una curcumina altamente assorbibile al dosaggio totale di 180 mg curcumina/day, in due assunzioni giornaliere. Nella discussione emerge come la curcumina possa avere un importante effetto benefico su memoria ed attenzione, a differenza dell’uso di un placebo. Per un uso prolungato, oltre all’effetto importante sulle capacità cognitive, l’effetto più marcato è quello sulla memoria rilevato tramite un Buschke Selective Reminding Task.8
Il fattore che può essere limitante per l’attività della curcumina e messo in evidenza anche dal precedente studio, ovvero il suo essere poco biodisponibile data la poca idrosolubilità e la poca stabilità gastrica che ha messo in discussione molte delle proprietà, viene affrontato con l’utilizzo di un estratto di Curcuma formulato specificamente per avere una alta biodisponibilità in grado di raggiungere una concentrazione plasmatica non raggiungibile attraverso l’utilizzo del tradizionale estratto di Curcuma. In particolare, la complessazione della curcumina all’interno di strutture chiamate fitosomi, permette di un assorbimento di circa 20 volte superiore rispetto alla forma libera.
 
BACOPA MONNIERI L.
Erba rampicante perenne che prospera su terreni umidi e paludi, appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae, originaria dell’India e dell’Australia, oramai diffusa in tutto il Sud-Est asiatico e nei paesi occidentali, tra cui il sud degli Stati Uniti. Conosciuta anche con il nome di Issopo d’acqua.
La Bacopa ha un utilizzo tradizionale in India che si ritiene possa risalire al 1500 a.C. Gli utilizzi della Bacopa sono molti, tra cui nella medicina Ayurvedica è noto l’utilizzo come aiuto nella memoria e nell’apprendimento (Medhya Rasayana).9
Sembra sia stata descritta intorno al VI secolo d.C. anche in testi come Charaka Samhita, Athar-Ved e Susrutu Samhita come erba usata anche per affinare l'intelletto e attenuare i deficit mentali.
Si ritiene che i principali costituenti nootropici della Bacopa siano le saponine triterpeniche note come bacosidi (principalmente A e B), con parti di jujubogenina o pseudo-jujubogenina come unità aglicone. I bacosidi comprendono una famiglia di 12 analoghi noti. Nuove saponine chiamate bacopasidi I-XII sono state identificate più recentemente.10
I bacosidi sono i principali costituenti dell’estratto alcolico della pianta.11
 
MEMORIA E PROCESSI COGNITIVI
Sono molti gli studi in vivo che di sperimentazione clinica che sono stati pubblicati negli ultimi anni per indagare le reali potenzialità della Bacopa come supporto in varie funzioni celebrali, sia a partire dall’estratto della pianta sia con solo i bacosidi A e B, con un aumento significativo delle funzionalità di memoria ed apprendimento.12
Studi preclinici hanno dimostrato come l’effetto possa essere attribuito alla capacità di migliorare la trasmissione dell'impulso nervoso anche se il meccanismo ancora non è del tutto noto.13
L’attività sulla trasmissione colinergica è stata studiata analizzando l’effetto su enzimi coinvolti (acetilcolinesterasi, AChE) riscontrando una diminuzione della funzionalità di questi enzimi, specialmente nella corteccia e nell’ippocampo, rendendo più disponibile l’acetilcolina coinvolta nei processi collegati alla memoria, apprendimento e processi cognitivi.14
Un interessante studio del 201315 ha cercato di esaminare dati pubblicati da diversi trials clinici in cui la Bacopa, principalmente come estratto in etanolo standardizzato, veniva utilizzato in volontari sani per analizzare l’effetto nella memoria e nei processi cognitivi. Gli studi selezionati, per completezza e rilevanza dei dati, hanno riguardato adulti dai 18 ai 73 anni, con somministrazione di capsule o compresse con un dosaggio da 250 a 450 mg/day (solo un caso con anche dosaggio di 600 mg/day), per un tempo da 12 a 18 settimane continuative.
Dall’analisi degli studi, emerge in particolare un effetto positivo sul tempo di reazione correlato al mantenimento di un maggiore grado di attenzione nei soggetti trattati con 300 mg/day, con estratto standardizzato al 55% di bacosidi, in capsula.16 Un lieve effetto è stato osservato anche nella memoria, ma meno presente tra i trials analizzati.
Un ulteriore studio del 201310 ha analizzato i meccanismi di azione che possono essere coinvolti nelle capacità della Bacopa di agire nei processi cognitivi e nella memoria riscontrando, tra gli altri, una capacità antiossidante della Bacopa con effetto neuroprotettivo e protettivo verso le disfunzioni cognitive. Inoltre, sono state descritti effetti potenziali come adattogeno, specialmente a carico della trasmissione sinaptica.
Dalle conclusioni di uno studio comparativo del 201217 con modafinil (principio attivo farmacologico) e Ginseng emerge che, sebbene i dati siano ancora pochi per fare una valutazione definitiva ed i meccanismi d’azione siano differenti, una somministrazione cronica di Bacopa, standardizzata in bacosidi 50-55%, sia in grado di influire positivamente nei processi cognitivi in maniera comparabile con quanto visto con l’utilizzo di modafinil.
 
VACCINIUM MYRTILLUS L.
Arbusto spontaneo che prospera nelle zone montane europee fino circa 2000 metri, appartenente alla famiglia delle Ericacee, che fruttifica in estate dando bacche solitarie o accoppiate nere/bluastre con polpa colorata. Il Vaccinium myrthillus L. è noto anche come mirtillo nero.
Il Vaccinium myrthillus L. è diffuso sia in Asia che nel nord America, ed il suo habitat sembra essere prevalentemente nell’emisfero boreale.
Nel mirtillo nero, consumato come frutto, sono presenti svariati composti come acidi grassi, derivati acidi fenolici (tra cui derivati idrossibenzoici ed idrossicinnamici), flavoni e flavonoli, flavanoli (catechine), cromoni, cumarine, lignani, iridoidi, steroli, derivati dello stilbene (resvetatrolo), tannini e terpenoidi, oltre ad altre molecole come vitamine e minerali. I più studiati però risultano essere le antocianine, ovvero i derivati flavonoidici, che sono responsabili di molteplici proprietà.
Le antocianine sono idrosolubili e conferiscono le caratteristiche colorazioni ai frutti. Sono polifenoli glicosilati che raramente si trovano in forma libera come agliconi, chiamati antocianidine, che sono cianidina, delfinidina, malvidina, pelargonidina, peonidina e petunidina. I glicosidi di cianidina e delfinina costituiscono circa il 64% del totale delle antocianine del mirtillo.
Alla categoria più ampia dei polifenoli appartengono acidi fenolici, flavonoidi (a cui appartengono le antocianine), stilbeni e lignani. I polifenoli sono noti per avere effetti antiossidanti molto forti rispetto ad altri derivati di frutta e vegetali.18
Secondo la European Pharmacopoeia 8.0 i frutti freschi di Vaccinium myrthillus L. (bilberry) sono classificati secondo il contenuto di antocianine, definito come cyanidin 3-O-glucoside cloruro (crisantemina, minimo 0,3%), mentre i frutti secchi secondo il contenuto di tannino, definito come pirogallolo (minimo 1%).
Per il Vaccinium myrthillus L., in particolare anche riguardo al contenuto di antocianine, sono stati riconosciuti dei claims dall’European Food Safety Authority (EFSA) tra cui “Bilberry (Vaccinium myrtillus) extract containing anthocyanins” ed “Eye Health” (ID 2001), “Fruit of Vaccinium myrtillus” e “Maintain eye health and function, through antioxidant and venous support action” (ID 2050), “Bilberry / flavonols + anthocyanidines” e “Antioxidativity Cardiovascular system” (ID 2795), “Bilberry Vaccinium myrtillus” e “Function as antioxidant” (ID 2854).
 
MEMORIA E PROCESSI COGNITIVI
Gli studi relativi alle capacità di influire nella memoria e nei processi cognitivi dovuti alle antocianine di mirtillo sono numerosi e anche recentemente sono stati pubblicati studi che verranno brevemente descritti.
Una pubblicazione del 201518 analizza vari studi, sia su animali che sull’uomo, riguardo alla capacità dei polifenoli di rallentare il declino cognitivo dovuto all’invecchiamento attraverso sia per effetto della capacità antiossidante sia altri meccanismi ipotizzati quali la modulazione di recettori sinaptici, presenti nell’ippocampo, correlati con la formazione della memoria, sia per diminuzione significativa di un complesso proteico (NF-kB) che ha un ruolo chiave nella risposta immunitaria ed infiammatoria che risulta molto più espresso in ratti adulti che in ratti giovani. L’effetto a carico delle antocianine è stato analizzato dall’analisi di studi su ratti la cui dieta è stata arricchita con mirtilli, riscontrando poi effetti simili sia con antocianine pure che estratte. Sono stati anche riscontrati aumenti di BDNF e pro-BDNF (brain-derived neurotrophic factor) che sono strettamente correlati ai processi della memoria nell’ippocampo. Nelle conclusioni emerge inoltre che essendo il pool di sostanze molto complesso, altrettanto complessa è la sinergia che concorre all’effetto neuroprotettivo ed antivecchiamento celebrale.
Gli effetti a livello dell’ippocampo, in particolare nell’aumento della produzione di BDNF, fattore coinvolto nei processi di formazione della memoria, è stato anche indagato in una pubblicazione del 2013.19 Attraverso l’utilizzo di antocianine e flavonoidi puri, allo stesso dosaggio che si avrebbe per l’utilizzo di mirtillo (bluberry) è stato dimostrato che è presente un effetto sulla quantità di BDNF sebbene sembri relativo ad effetti sul metabolismo/stabilizzazione piuttosto che alla induzione della produzione de novo. In conclusione, anche se i meccanismi di azione non sono completamente chiari, l’effetto riscontrato è comunque positivo nel contrastare i meccanismi di declino cognitivo collegati con l’invecchiamento.
Uno studio del 201720 ha analizzato, attraverso la somministrazione di 30 ml di succo concentrato della varietà americana blueberry (pari a 387 mg di antocianidine) per 12 settimane ad un gruppo di donne e uomini suddivisi tra succo e placebo, se il consumo potesse avere un effetto sulla perfusione celebrale analogamente a studi condotti con altri polifenoli. Inoltre, sono stati analizzati anche alcune funzioni cognitive e test numerici durante la risonanza magnetica. Sono stati evidenziati effetti positivi sia nella funzione celebrovascolare che nei test cognitivi, soprattutto nella perfusione a riposo, cosa non emersa nel gruppo che ha assunto il placebo. In particolare, la somministrazione di polifenoli di mirtillo ha comportato l’aumento della vasodilatazione endotelio-dipendente dell'arteria brachiale.
Recentemente, uno studio Double-Blinded/Placebo pubblicato nel 201821 ha analizzato l’utilizzo di due diverse forme di somministrazione, una polvere ed un estratto purificato, in 122 uomini adulti (65-80 anni) per un utilizzo di 6 mesi suddivisi in 4 gruppi tra formulazioni attive e placebo, con il fine di indagare gli effetti su memoria e processi cognitivi. In particolare, oltre l’efficacia viene valutata anche la sicurezza dell’estratto e della polvere stabilizzati con L-cisteina ed L-glutatione formulati per ridurre la degradazione in condizioni fisiologiche. Nelle formulazioni utilizzate per il test due sono polveri a differente dosaggio, mentre una è l’estratto purificato. Solo l’estratto purificato e stabilizzato fornisce risultati più apprezzabili a 3 mesi dall’inizio nella memoria episodica, in cui si immagazzinano informazioni ed eventi specifici con un preciso riferimento. Tale evidenza non è però stata confermata dai dati registrati a 6 mesi dall’inizio.
 
 
BIBLIOGRAFIA
 
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