Carrello 0
0
CARRELLO
PROFILO

Il tuo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti: 0
Totale prodotti: € 0,00

Vai al carrello

Ranitidina fa rima con impurezza

02/10/2019

La storia della ranitidina sta facendo stragi...

Stragi di educazione e di cattiveria.
E ha tirato fuori il peggio dalle persone.

Facciamo un riassunto di quello che è accaduto e che sta succedendo anche adesso mentre scrivo perché la situazione riguardo ai farmaci contenenti questo principio attivo non è ancora risolta.

Avrete sicuramente sentito della notizia per cui l'AIFA (l'agenzia italiana del farmaco), a scopo precauzionale, ha disposto il ritiro di farmaci contenenti il principio attivo ranitidina, utilizzato per trattare problemi gastrici, a causa della presenza di un'impurità potenzialmente cancerogena. Questa impurità è la NDMA, una nitrosammina presente in tracce anche nell'acqua e in diversi alimenti, soprattutto insaccati e carni conservate. La nitrosammina si libera dalla molecola di ranitidina in fase di produzione. Ci sono modalità per evitare a monte la formazione di questo metabolita oppure c'è la sua rimozione. Evidentemente in questo caso qualcosa non ha funzionato...

La decisione del ritiro dei farmaci è stata presa seguendo il principio di precauzione, in modo da ridurre al minimo i rischi per la salute di chi assume farmaci con la ranitidina come principio attivo, limitando l'esposizione all'impurezza dannosa. Lo stesso provvedimento è stato preso sia dal resto dei paesi dell'Unione europea sia da diversi paesi extraeuropei.

Ho scritto un post a riguardo sui nostri social appena ho letto la notizia del ritiro di farmaci contenenti questa molecola e sono stata talmente attaccata che ero tentata di rimuoverlo perché mancavano minacce di morte con tanto di proiettile spedito a casa e poi me ne avevano dette e scritte tutte!
Mi sono limitata a non rendere leggibili alcuni commenti. E non l'ho certo fatto perché veniva espressa un'opinione diversa dalla mia, ma per il modo in cui veniva espressa. Di certe frasi mi vergogno io per chi le ha pensate e scritte!

Comunque... Hanno contestato di non essere stata precisa e per questo ho chiesto scusa e ho rispiegato la faccenda in maniera più meticolosa. Mi hanno accusata di spargere panico e allarmismo e se significa creare allarme condividere una notizia... Sono stata tacciata di fare cattiva informazione e di essere ignorante. E chi più ne ha più ne metta.

Ecco, tra tutte le accuse e i commenti poco piacevoli, quello che mi ha dato più fastidio, anzi che mi ha fatto proprio male, è stato quest'ultimo perché non c'è niente di più falso dell'accusa di scrivere su argomenti che non conosco e di cui non sia sicura della veridicità.

È vero, sono ignorante perché non si finisce mai di imparare e per questo continuo a studiare e a seguire corsi di aggiornamento e non mi bastano mai le nozioni acquisite all'Università (prima con Farmacia e poi con Tecniche Erboristiche). Ma quello che scrivo ha sempre fonti attendibili e scientifiche di riferimento. Non invento nulla e non devo nè voglio convincere nessuno. Non sono mai di parte come al contrario parecchi divulgatori scientifici, che vedono nel "naturale" il male o, se va bene, lo ritengono acqua fresca. Ho sempre segnalato controindicazioni, effetti collaterali ed eventuali problemi che Piante officinali o loro estratti potevano avere (come il caso recente della Curcuma, tra l'altro rientrato e che ha visto la Curcuma completamente scagionata dall'accusa di creare epatite colestatica)*. Sono andata contro "operatori del benessere" poco limpidi nel loro operato. Soprattutto ad erboristi che si riempiono la bocca di ecologia e poi vendono prodotti che di ecologico non hanno manco il nome. O che, ancor peggio, fanno cose e non dovrebbero per legge perché non sono autorizzati nè dal titolo nè dal luogo in cui operano. E peggio ancora quelli che danno consigli dopo aver consultato pendolini o ammennicoli vari...

Eppure mi si accusa di non essere obiettiva e mi si invita a stare zitta.

L'invito arriva da chi, guarda caso, sminuisce il problema e dice "State tranquilli, può capitare. E poi la nitrosammina trovata nel farmaco era solo in tracce, esattamente come in quello che bevete e mangiate!".

Non so voi, ma io ho l'impressione che si cerchi di distogliere l'attenzione e che, per utilizzare il termine tanto usato in questo caso, si stia gettando "impurità" nel tentativo di nascondere il problema vero.

E il problema vero qual è? Che i farmaci dovrebbero essere controllati prima di essere messi in commercio e dovrebbero essere un riparo, un'isola su cui approdare, una difesa, uno scudo ed essere sicuri al 100%. Invece...

E naturalmente lo stesso vale per gli integratori.

​​​​​​​*http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3842