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Combattere il mal di testa con le Piante

04/11/2020

Il mal di testa affligge un sacco di persone e spesso può essere invalidante.
 
Le cause possono essere sistemiche (dall’ipertensione arteriosa alla sindrome pre-mestruale, dall’ipersensibilità a farmaci, erbe, alimenti, come la cioccolata, a disturbi della circolazione cerebrale) o loco-regionali (nevralgia del trigemino, sinusite, artrosi cervicale, ipertensione endocranica, nevrite erpetica, otite, patologie dentarie o mandibolari, ...). Queste sono tutte emicranie secondarie a un’altra patologia.
 
Le forme primarie di cefalea rappresentano la maggioranza dei mal di testa cronici e ricorrenti e sono costituite essenzialmente dalla più comune emicrania (caratterizzata da dolore in un solo lato della testa, con picchi di intensità), dalla cefalea muscolo-tensiva (dolore a tutta la testa e al collo con intensità costante) e dalla cefalea a grappolo (dolore lancinante a occhio e tempia).
 
L’emicrania poi a sua volta si distingue in due forme: quella senz’aura, che è caratterizzata da dolore pulsante alle tempie, generalmente da un lato (emicrania appunto), da nausea, talvolta vomito, fotofobia e fonofobia; mentre nella forma con aura l’attacco è preceduto da disturbi visivi o neurologici, come formicolii al volto per alcuni minuti.
 
Un aiuto importante per almeno alleviare questi dolori può arrivare dalle Piante.
 
Negli attacchi acuti un caffè con il suo contenuto in caffeina può alleviare o addirittura far sparire il mal di testa.
La caffeina esercita un’azione analgesica attraverso il blocco del segnale nervoso del dolore.
 
Anche la Griffonia può essere un valido aiuto, soprattutto quando il mal di testa è accompagnato da tensioni muscolari e da carenza di serotonina.
 
Utile può essere anche lo Zenzero, che ha azione antinfiammatoria.
 
Anche il Ginkgo biloba per la sua proprietà di miglioramento sulla circolazione cerebrale.
 
Così come il Coenzima Q10 per la sua azione contro lo stress ossidativo, che riesce a ridurre la frequenza delle emicranie.
 
Ottimo rimedio è rappresentato dal Salice, che ha azione antinfiammatoria.
 
Così come ottima è anche la Canapa, in tisana e in olio essenziale, che grazie alla sua azione rilassante, antidolorifica e antinfiammatoria può essere un utile rimedio sia per il mal di testa sporadico che per quello cronico. Naturalmente ci si riferisce al suo estratto titolato in CBD in percentuale tale da non avere effetti psicotropi e stupefacenti.
 
Il Partenio rimane ad oggi la Pianta più studiata riguardo al suo effetto sul mal di testa e ha confermato la sua efficacia sia nella fase acuta sia soprattutto in prevenzione.
Il Partenio contiene un olio essenziale, flavonoidi e partenolide. Il suo meccanismo di azione non è ascrivibile ad un unico suo principio attivo, ma al loro insieme.
Studiare le singole molecole che contiene dal punto di vista farmacologico serve però a comprendere meglio la sua azione terapeutica, che in definitiva si può riassumere nell’inibizione di citochine pro-infiammatorie.
Gli studi a riguardo peccano però in un punto importante: non indicano il tipo di estratto utilizzato nè le concentrazioni utilizzate. Motivo per cui il dosaggio giornaliero è assolutamente soggettivo e va adattato alle necessità del singolo soggetto.
Di ulteriormente buono c’è anche che di norma il Partenio è ben tollerato anche in età pediatrica (può provocare irritazione gastrica, ma in rari casi ed è assolutamente transitoria e reversibile).
 
Anche la Palmitoiletalonamide, meglio conosciuta dai chimici con l’acronimo PEA, può essere molto utile se il dolore è neuropatico.
La PEA è detta il killer dei dolori perché è una molecola naturale dalla potente azione antinfiammatoria e antidolorifica. È stata scoperta nel 1957 e nel 1993 Rita Levi Montalcini ne ha interpretato il meccanismo di azione.
È un acido grasso che viene estratto dall’olio di Palma, dai semi di Soia, dal latte e da tanti altri alimenti.
Ci sono numerosi studi a suo riguardo e sulla sua sicurezza di utilizzo.
La PEA agisce sull’infiammazione e va a ripristinare il normale funzionamento degli organi e dei tessuti colpiti. È normalmente prodotta dal nostro organismo al bisogno per alleviare l’infiammazione. Ma in caso di un mal di testa, acuto o cronico, una sua integrazione aiuta la sua produzione endogena a raggiungere l’obiettivo più velocemente.